Maurice Ravel compositore
02.07.2020

Ravel era molto legato alla Spagna (la madre era di origine basca) e al folklore della terra iberica, come si vede a altri suoi lavori compositivi.  Il Boléro andò in scena all’Opéra National de Paris il 22 novembre 1928,  con la coreografia di Bronislava Nijinska. Il balletto ebbe un successo clamoroso grazie alla provocatoria originalità affidata tanto dell’invenzione coreografica quanto alla musica. Nel gennaio del 1930, il brano venne eseguito senza coreografia ai Concerts Lamoureux, una delle istituzioni concertistiche parigine e subito si impose come una delle pagine più fortunate della letteratura orchestrale del ventesimo secolo; la risonanza fu tale da indurre subito il musicista a realizzarne un’edizione discografica.

Il disco a 78 giri registrato nel 1930 per la Polydor Grammophon da Ravel con l’Orchestra Concerts Lamoureux e destinato a diventare uno dei primi grandi successi della musica incisa su disco

 

 

 

 

BIO, CURIOSITA' & F.A.Q.

Maurice Ravel biografia in breve

Nato in Ciboure nei Pirenei francesi nel 1875 da madre basca e di padre svizzero francese, studiò al conservatorio di Parigi. Compose già in quegli anni molte pagine vocali da camera, pezzi per pianoforte e altro. Nel 1898 si eseguirono alla Société Nationale  le Sites auriculaires per pianoforte a 4 mani, nel 1899 l’ouverture Shéhérazade e nel 1900 i due Épigrammes de Marot, tutte musiche osteggiate dal pubblico e dalla critica che le giudicavano pericolosamente rivoluzionarie: concorse quattro volte al Prix de Rome, che non gli fu mai assegnato. Disgustato, si ritirò da allora in poi da ogni ambiente «ufficiale», dedicandosi unicamente alla composizione. Soltanto in un breve periodo (intorno al 1920-30) ricomparve in concerti quale interprete della propria musica, al pianoforte di cui era un raffinato virtuoso o sul podio direttoriale. Da quel momento Ravel si appartò completamente dalla vita musicale ufficiale, rifiutando sempre ogni invito a partecipare a commissioni, ad accettare cariche, e rinunziando a tutte le onorificenze. Passò gli ultimi anni in una penosa infermità nervosa che gli impediva ogni creazione. Morì a Parigi nel 1937

Che cos’è il Prix de Rome?

Il Prix de Rome è una borsa di studio istituita dallo stato francese per gli studenti più meritevoli nel campo delle arti. Ai vincitori era data la possibilità di studiare all’Accademia di Francia a Roma, fondata da Jean-Baptiste Colbert nel 1666.

Disco a 78 giri di che cosa si tratta?

Il disco a 78 giri (al minuto) è stato il primo tipo di disco fonografico, inventato da Emile Berlinernel 1889. La semplicità di produzione, trasporto e immagazzinamento di questi dischi permise loro di soppiantare già agli inizi del 1900 il cilindro fonografico (primo supporto audiofonico, introdotto da Thomas Edison, inventore del fonografo). Rimase lo standard di riproduzione audio fino alla fine degli anni 1940, quando i dischi in vinile a microsolco, basati sul medesimo principio tecnico ma di qualità e durata assai maggiori, lo resero obsoleto.

 

Con che cosa si ascoltavano i dischi? un po’ di storia:

Quando Emile Berliner presentò il grammofono, T.A. Edison che precedentemente aveva brevettato il fonografo  non accettò nemmeno come ipotesi l’uso del disco fonografico al posto del cilindro: un po’ per ragioni tecniche (il problema della velocità lineare variabile), un po’ per orgoglio. Adottare il disco avrebbe significato ammettere che qualcuno aveva non solo trovato una soluzione migliore della sua, ma soprattutto aveva interpretato il mercato meglio di lui, cosa che Edison non avrebbe mai ammesso.

Nel 1893 Edison constatò che il grammofono era molto più venduto del fonografo, che invece faticava ad inserirsi negli uffici per i quali era stato pensato. Fu così che anche Edison cominciò a vendere i cilindri pre-incisi per l’ascolto in casa di brani musicali. Nel 1889 venne inventato l'”Industructible Cylinder Record”, un cilindro di grande resistenza meccanica. Poi fu adottata una tromba per l’ascolto collettivo. Nel 1908 arrivò il cilindro “Amberol”, fatto con una mescola di celluloide e prodotti fenolici, che permetteva di ridurre il passo del solco e quindi aumentare la durata dell’incisione. Nel 1912 arrivò un ulteriore miglioramento con una puntina di diamante che consentiva una qualità del suono superiore a quella del disco.

 

con la collaborazione di

#BG4Art

Esplora

Ti potrebbero interessare.

Teatro La Fenice usa i cookie per offrirti una migliore esperienza di navigazione