Boléro materiali musicali: un ritmo e due temi
02.07.2020

Che cosa rende unico questo brano? 

 

Ravel stesso era molto stupito del successo, dal momento che – diceva in modo ironico – in esso non c’era musica! Boléro, scriverà Ravel, «è una danza dal movimento […] costantemente uniforme, tanto per la melodia e l’armonia che per il ritmo.

 

Il solo elemento di diversificazione è costituito dal crescendo dell’orchestra». Bolero è audace, provocatorio, straordinariamente moderno proprio nella misura in cui Ravel elimina le caratteristiche compositive della tradizione ottocentesca: vale a dire modulazione, varietà ed elaborazione dei materiali, sviluppo, complessità ritmica.

 

In questa composizione abbiamo un’allucinante fissità (ribadita sul piano armonico dalla mancanza di modulazioni: i bassi si limitano a due sole note, Do e Sol, gradi principali della scala di Do maggiore, e solo nelle ultime battute si ha uno scarto inaspettato), e un rigore ritmico: la varietà del brano è garantita solo da un raffinato gioco di combinazioni timbriche, impiegate a far crescere progressivamente la massa sonora, Ravel impiega un’orchestra sinfonica, che prevede gli archi, un’ampia tavolozza di legni (flauto, ottavino, oboe, oboe d’amore, corno inglese, clarinetto, clarinetto basso, fagotto e controfagotto e il sassofono –  strumento relativamente moderno, brevettato da Adolphe Sax nel 1846), ottoni (corno, tromba, trombone, tuba), arpa, celesta e percussioni (tamburo, timpani, gran cassa, piatti, tam tam, gong).

 

Rigore ritmico e varietà timbrica producono nel Boléro (che dura una quindicina di minuti) uno straordinario crescendo, che culmina in un’inattesa, elettrizzante sterzata mezzo minuto prima della fine. 

MATERIALI MUSICALI

Dapprima questo ritmo è affidato al tamburo al quale si aggiungono via via altri strumenti, in genere dopo che ognuno di essi ha esposto il motivo ostinato, concepito – ci dice Ravel – «nello stile lamentoso e monotono delle melodie arabo-spagnole». Esso è diviso in due parti distinte (16 battute ciascuna)

 

la prima in do maggiore (A) è per la prima volta presentata dal flauto

 

ora il clarinetto ripete per la seconda volta la parte A

 

la seconda, nel più flessuoso do minore (B), è esposta per la prima volta dal fagotto. 

 

La partitura prende vita lentamente, attraverso un lento ma graduale crescendo dinamico e nel costante arricchimento della “tavolozza” orchestrale che si distribuisce ora sugli assetti ritmici, ora sul motivo ostinato – ripetuto 18 volte. L’amplificazione del materiale sonoro si interrompe nel roboante finale segnato dai glissandi dei tromboni.

 

Glossario musicale

melodia

Successione di suoni di diversa altezza la cui struttura ritmica e armonica genera una figura musicale di sensi compiuto.

E’ uno dei parametri fondamentali del linguaggio musicale

armonia

Disciplina che studia le combinazioni dei suoni, la formazione e la concatenazione degli accordi sotto un profilo tecnico, storico e normativo.

ritmo

Parametro fondamentale del linguaggio musicale coinvolgente tutti gli aspetti inerenti la durata dei suoni.

crescendo

Indicazione dinamica che richiede un progressivo aumento dell’intensità sonora. Si indica con l’abbreviazione “cresc.” o col segno “<“

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